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Rappresentazione visiva dell'articolo: LA NUOVA FRONTIERA DEL NUCLEARE E LE OPPORTUNITA' DI INVESTIMENTO NELLE ENERGIE RINNOVABILI

Autore: Matteo Spalierno

Data di pubblicazione: 19 gennaio 2022

LA NUOVA FRONTIERA DEL NUCLEARE E LE OPPORTUNITA' DI INVESTIMENTO NELLE ENERGIE RINNOVABILI

Negli ultimi mesi si sta parlando sempre più della sperimentazione di energia nucleare “pulita” da affiancare alle fonti di energia rinnovabile. 

Il nucleare evoca scenari legati alla tossicità degli scarti di lavorazione e ad eventi tragici di cui siamo stati testimoni (vedi Fukushima e Chernobyl) ma, andando al di là degli stereotipi, destano interesse una serie di studi e sperimentazioni che potrebbero dare un futuro “diverso” a questa fonte energetica.

Due sono le vie che si stanno perseguendo e sono legate alla produzione, più “sostenibile”, di energia elettrica attraverso lo sfruttamento delle centrali nucleari esistenti e riconvertite all’utilizzo del Torio (la prima centrale sperimentale di questo tipo è in corso di costruzione in una zona desertica della Cina) in sostituzione dell’Uranio o, addirittura, alla realizzazione di nuove centrali che utilizzino una nuova tecnologia, recentemente sperimentata per la prima volta al mondo da ENI, che utilizza la “Fusione a confinamento magnetico”.

Nel primo caso si tratterebbe di utilizzare un elemento che, rispetto all’uranio, attualmente utilizzato nelle centrali nucleari tradizionali, presenta i seguenti vantaggi:

 

  1. è tre volte più abbondante in natura ed ha un rendimento energetico enormemente maggiore (una t di torio produce l’energia che si ottiene da 200 t di uranio e da tre milioni di t di carbone…);
  2. riduce notevolmente la produzione di scorie radioattive in quanto il plutonio (l’elemento più cancerogeno esistente in natura con tempi di decadimento di circa 24000 anni) viene riutilizzato durante il processo produttivo;
  3.  non viene utilizzata acqua per raffreddare le barre di combustibile ma bensì sali fusi (ad es. di fluoro...) che si sciolgono a 450° dando vita ad un liquido refrigerante;
  4. la fissione nucleare può essere interrotta in qualsiasi momento senza il pericolo di fughe radioattive;
  5. il costo annuo del combustibile di un reattore da un GW alimentato a torio sarebbe di 600 volte inferiore rispetto ad uno alimentato ad uranio;
  6. Si potrebbero utilizzare, come già detto, le centrali già esistenti riconvertendole alla nuova tecnologia.

 

Ben diverso è il discorso per la Fusione a confinamento magnetico. 

In questo caso si tratterebbe di riprodurre i meccanismi con i quali il sole produce la propria energia. Siamo ancora in fase di test ma è intuibile come lo sviluppo di una tecnologia così rivoluzionaria possa aprire nuovi ed inattesi scenari nella transizione verso l’utilizzo di energie realmente rinnovabili. 

Questa tecnologia utilizza elettromagneti di nuova generazione per gestire e confinare il plasma (costituito dalla miscela, presente nell’acqua di mare e praticamente inesauribile, di deuterio e trizio) che viene portato a temperature altissime, grazie appunto a fasci di onde elettromagnetiche,  generando la stessa tipologia di fusione nucleare che avviene nelle stelle; si è inoltre dimostrata la possibilità di assicurare l'innesco e il controllo del processo di fusione, garantendo l'elevata stabilità di tutti i parametri fondamentali.

Le nuove centrali avrebbero le dimensioni di una normale centrale a gas ed è prevista, nel 2025, la costruzione, in via sperimentale, di una prima centrale di questo tipo. Si prevede di assemblare circa 18 magneti capaci di generare un campo magnetico tale da raggiungere una temperatura di 100 milioni di gradi; a questa temperatura si otterrebbe la fusione “controllata” dei nuclei atomici ed il rilascio di un’elevatissima quantità di energia a zero emissioni. 

Per rendere realmente l’idea di cosa significhi l’applicazione di questa tecnologia, basti pensare che, una quantità di plasma contenuta in una bottiglia da mezzo litro, basterà ad alimentare per un anno una centrale da 150/200 MW.

 

La transizione ecologica, che è uno dei pilastri fondamentali del PNNR italiano, del programma Next Generation EU della Commissione Europea e degli accordi di Parigi del 2015, porterà certamente a grandi cambiamenti sociali ed industriali nei prossimi anni con investimenti che, sempre di più, saranno indirizzate allo sviluppo di nuove tecnologie che modificheranno il nostro modo di vivere.

Nella pianificazione finanziaria dei propri investimenti, sarà sempre più necessario rivolgere lo sguardo a queste innovazioni ed a temi “nuovi” quali ad esempio la gestione delle acque, del settore agro-alimentare, delle tendenze demografiche, della tecnologia, della sicurezza informatica e della ricerca in generale; questo nuovo approccio agli investimenti dovrà necessariamente integrare il tradizionale approccio geografico con quello tematico e settoriale. 

La difficoltà per il singolo risparmiatore di muoversi in un mondo che diventa sempre più complesso, renderà sempre più necessaria la presenza e la guida di un professionista qualificato che lo renda edotto sui rischi ma anche sulle opportunità che questi cambiamenti porteranno nel nostro futuro.

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