
Autore: Matteo Spalierno
Data di pubblicazione: 11 marzo 2021
LA SOSTENIBILITA'... la nuova sfida del futuro
L’epoca che stiamo vivendo, sta mettendo il genere umano di fronte a problematiche in passato mai considerate e che, proprio per questa scarsa attenzione, stanno scatenando mutamenti ambientali che condizionano direttamente l’economia e la vita sociale di tutti noi.
Sempre più, soprattutto dopo lo scoppio della pandemia, i governi dei Paesi più importanti al Mondo (a cominciare dall’UE per finire ai paesi asiatici), stanno impostando le proprie politiche economiche, ambientali e sociali sul rispetto dei principi della “SOSTENIBILITA’”. Ma di cosa si tratta?
La sostenibilità, può definirsi come la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto a un certo livello indefinitamente. In ambito ambientale, economico e sociale, essa è il processo di cambiamento nel quale lo sfruttamento delle risorse, il piano degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo tecnologico e le modifiche istituzionali, sono tutti in sintonia e valorizzano il potenziale attuale e futuro al fine di far fronte ai bisogni e alle aspirazioni dell'uomo.
La Green Economy sta prendendo sempre più il sopravvento su concetti di sfruttamento delle risorse che, a partire dal secondo dopoguerra, mettevano al primo posto l’utilizzo di combustibili fossili per produrre energia necessaria allo sviluppo economico, senza alcuna considerazione per il livello di inquinamento che tale utilizzo comportava e le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti in tutte le parti del mondo.
La corsa alla crescita a tutti i costi, si è legata indissolubilmente ad un principio di profitto, di per sè sacrosanto, ma spesso ottenuto vessando, opprimendo e sfruttando ai limiti della schiavitù, intere fasce sociali soprattutto nei paesi più poveri modernizzando così il concetto di sviluppo coloniale diffusosi dal XVI secolo fino alla fine del XIX secolo.
Questa nuova presa di coscienza sulle nuove sfide che attendono il genere umano, passa quindi da un modello di sviluppo che sta cambiando i suoi paradigmi e che anche il mondo della finanza non può più fare a meno di ignorare.
Tutti i maggiori operatori di mercato hanno in verità già da un po' di tempo cominciato a rivolgere la propria attenzione all’inserimento, nei propri asset di portafoglio, di titoli di aziende che rispettino i criteri di sostenibilità di cui parlavamo prima e che vengono identificati con la sigla ESG:
- Environment, tutela ambientale che va dal controllo delle emissioni di gas serra fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili passando per la lotta alla deforestazione e al trattamento dei rifiuti
- Social, rispetto delle persone a partire dai dipendenti per finire alla comunità in cui l’attività economica è inserita
- Governance, regole di condotta che si palesano nelle corrette condotte fiscali, nella lotta alla corruzione e alle lobby politiche, al controllo dei costi manageriali etc.
Da alcune indagini effettuate da operatori specializzati internazionali sui bilanci delle società quotate, è infatti emerso che le aziende che rispettano tali principi hanno avuto, negli ultimi anni, una maggiore crescita in termini sia umani che economici rispetto alle società di “vecchia” generazione e quindi, anche in virtù di apposite normative emanate dalle autorità legislative, l’attenzione degli operatori finanziari si concentrerà sempre di più verso questa “nuova frontiera”.
A testimonianza di quanto appena detto, il 10 marzo scorso, è entrato in vigore il Regolamento UE 2019/2088 che disciplina l’informativa in merito al “sostenibilità” dei servizi finanziari (cd . SFDR – Sustainable Finance Disclosure Regulation) integrato dal successivo Regolamento (UE) 2020/852, relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili (c.d. Regolamento sulla Tassonomia).
Quest’ultimo introduce, altresì, una disciplina per l’individuazione di criteri armonizzati che consentano di determinare, in maniera omogenea, il grado di sostenibilità degli investimenti evidenziando anche i parametri atti ad individuare fenomeni di Greenwashing (strumenti finanziari spacciati per sostenibili ma che in realtà non lo sono).
In sostanza, ai risparmiatori dovrà essere fornita un’apposita informativa in merito al perseguimento dei criteri ESG degli investimenti proposti in modo da renderli edotti sugli eventuali rischi legati al non rispetto di tali principi.
L’attività di sensibilizzazione nei confronti del risparmiatore, accentuerà ancora di più la funzione sociale del Consulente Finanziario che, oltre ad aiutare il cliente a pianificare correttamente i propri obiettivi di vita, sarà chiamato a farlo con un occhio di attenzione ancora maggiore al futuro perché, come recita un antico detto Masai: “Noi non abbiamo ereditato il mondo dai nostri padri, ma lo abbiamo avuto in prestito dai nostri figli e a loro dobbiamo restituirlo migliore di come lo abbiamo trovato”.
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